Recupero crediti a Trento, Bolzano e nelle Valli di Fassa e Fiemme. Guida per le Imprese

Fidarsi è bene, ma tutelare il proprio lavoro è fondamentale

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In questo articolo esploreremo come gestire il recupero crediti aziendale, con un focus specifico sulle necessità delle strutture della sanità privata, delle officine meccaniche e delle carrozzerie che operano tra Trento, Bolzano e le valli di Fassa e Fiemme. Scopriremo quali sono i rimedi legali per l’azienda che non ottiene il pagamento delle prestazioni effettuate e come muoversi nel contesto giuridico del Trentino-Alto Adige.

La garanzia patrimoniale generica

Ai sensi dell’art. 2740 cc il debitore risponde con tutti suoi beni presenti e futuri, beni che costituiscono la garanzia patrimoniale generica del debitore nei confronti dei creditori. Detto ciò, non è semplice conoscere, fin dai primi contatti, la capienza patrimoniale della propria controparte. Con riguardo ai veicoli e agli immobili si possono consultare i pubblici registri (PRA, libro fondiario o catasto). Esistono anche aziende specializzate nella ricerca dei beni, dei rapporti bancari del proprio debitore o anche nell’analisi della reputazione delle aziende, ma ciò ha sempre un costo e a volte, non trascurabile.

Quali sono i rimedi se il debitore non paga il dovuto?

I professionisti e le aziende hanno a disposizione diversi rimedi, sia contro il pericolo di inadempimento, sia a tutela del diritto di credito quando il debitore non paga il dovuto. Analizziamo insieme alcuni strumenti di tutela preventiva del credito.

1) Chiedere acconti o pagamenti anticipati

Uno dei primi insegnamenti che l’esperienza ci insegna è quello di farsi pagare in anticipo, o chiedendo un acconto o suddividendo il prezzo in più rate, meglio se con accordo scritto: una al momento dell’incarico, una o più in corso d’esecuzione, e una finale alla conclusione dei lavori. Qualcuno potrebbe dire: ma se uno non vuole pagare, anche se si pattuisse un pagamento rateale, va a finire che l’impresa riceve i primi pagamenti, ma non quello finale. A ciò si potrebbe replicare sostenendo che è sempre meglio ricevere dei pagamenti anticipati, piuttosto che non ricevere nulla.

2) Ottenere dal debitore una garanzia

Quando si tratta di prestazioni di elevato valore economico è sempre meglio farsi dare una garanzia dal debitore.

Si distinguono garanzie reali, come il pegno o l’ipoteca, dalle garanzie personali, come potrebbe essere la fideiussione bancaria. Nel caso di inadempimento, il creditore, se la garanzia è reale, può soddisfarsi sul bene dato in garanzia; se la garanzia è personale, può rivolgersi direttamente al garante, di solito una banca.

3) Il diritto di ritenzione

In qualche caso la prudenza non è mai troppa. Potrebbe quindi venire in aiuto il diritto di ritenzione, ma solo in determinati casi. Sul punto, occorre menzionare il meccanico o il carrozziere che, ai sensi del codice civile, possono ritenere il bene in officina fino a quando il conto non viene saldato. Per i professionisti, come ad esempio avvocati, architetti, geometri o ingegneri, vale una diversa regola, in quanto l’art. 2235 cc vieta di regola di poter ritenere cose o documenti ottenuti in consegna dal cliente. Di fatto, anche i professionisti possono tutelarsi col diritto di ritenzione, ma solo nel rispetto delle regole stabilite dai relativi ordini di appartenenza.

4) Il decreto ingiuntivo

Nei casi in cui, nonostante tutti i possibili accorgimenti, il credito rimanga insoluto, l’impresa ha a disposizione il decreto ingiuntivo. Si tratta di un rimedio processuale, speciale, che consente di ottenere dal Tribunale o dal Giudice di pace, in tempi più celeri rispetto ad una causa ordinaria, un’ingiunzione nella quale si ordina al debitore di pagare. Se il debitore ha un buon motivo per non pagare può proporre opposizione entro quaranta giorni dalla ricezione del decreto e così si instaura una causa ordinaria. Se il debitore non propone opposizione il decreto diventa definitivo e il creditore può avviare l’esecuzione forzata sui beni del debitore (case, terreni o conti in banca).

Le condizioni per l’emissione del decreto ingiuntivo

Per poter ottenere il decreto ingiuntivo è necessaria la prova scritta del credito, quale potrebbe essere una fattura, il contratto firmato, il preventivo accettato o lo scambio di email/PEC.

Zero sprechi o azioni inutili

Condizione per far sì che il decreto ingiuntivo sia utile, in concreto, o che l’attività stragiudiziale di recupero crediti possa portare ad un buon esito, è che il debitore abbia un minimo di patrimonio. Infatti, non serve a nulla avviare una causa dinnanzi ad un Tribunale se il debitore è impossidente. Prima di intraprendere azioni è possibile verificare la presenza di beni immobili (registri immobiliari o ufficio del libro fondiario) e mobili registrati (es. veicoli).

I costi per il recupero

Molti imprenditori temono che l'azione legale costi più del credito stesso. In realtà, l’impresa non è priva di tutele, in quanto le spese di recupero sono poste a carico del debitore; in caso di azione giudiziale vittoriosa, in base al principio della soccombenza, il debitore è tenuto a pagare le spese di lite che ha sostenuto che il creditore nel processo. 

Che tu gestisca una struttura della sanità privata, uno studio dentistico, uno studio veterinario, un'officina meccanica o una carrozzeria, non lasciare che le fatture insolute frenino la crescita della tua attività. L’avv. Andy Rossi offre soluzioni su misura per il recupero crediti aziendale specifiche per le esigenze di centri medici e professionisti del settore automotive della val di Fassa (Canazei, Campitello, Sen Jan, Moena) e della val di Fiemme (Moena, Predazzo, Ziano, Panchià, Tesero, Cavalese, Castello, Molina), oltre che in favore delle aziende con sede a Trento ed a Bolzano.

Domande frequenti sul recupero crediti aziendale (FAQ)

Ho molte fatture insolute di piccolo importo, può aiutarmi?

Assolutamente sì. Offro soluzioni flessibili e protocolli personalizzati per le aziende che si trovano a gestire un numero elevato di posizioni aperte (come spesso accade nella sanità privata o nei centri servizi). Invece di trattare ogni caso come un compartimento stagno, si elabora una strategia massiva che permette di abbattere i tempi e ottimizzare le risorse, garantendo una gestione fluida anche per volumi importanti di insoluti.

Chi paga le spese dell'avvocato per il recupero crediti?

L'obiettivo dello studio legale è fare in modo che l'azione di recupero sia a costo zero per l'imprenditore. Secondo il principio della soccombenza, i costi legali e le spese vive vengono posti a carico del debitore. Nel decreto ingiuntivo, infatti, il Giudice ordina al debitore di pagare non solo la somma capitale e gli interessi, ma anche le spese legali sostenute dal creditore per l'intervento dell'avvocato.

Cosa succede se ho solo poche fatture sporadiche?

Non è necessario avere grandi volumi per richiedere assistenza. Supporto con la stessa attenzione la piccola carrozzeria o l'officina meccanica che deve recuperare anche un singolo credito. Ogni pratica viene analizzata preventivamente per valutare la solvibilità del debitore, evitando così di intraprendere azioni inutili o antieconomiche.

Lei opera solo a Trento e Bolzano o anche in provincia?

Lo studio ha una forte vocazione territoriale. L’avv. Rossi è disponibile a seguire aziende in tutta la regione, nelle città di Trento e di Bolzano, con una presenza specifica per le Valli di Fassa e Fiemme. Grazie alla conoscenza del sistema tavolare e alla vicinanza ai tribunali locali, garantisco una rapidità d'azione che è fondamentale nel recupero crediti.

È sempre necessario andare in Tribunale?

No. Spesso una diffida legale ben strutturata e inviata tempestivamente è sufficiente a sbloccare il pagamento. Il mio primo approccio è sempre volto a risolvere la pendenza in via stragiudiziale, per far incassare l'azienda nel minor tempo possibile e senza i tempi della giustizia ordinaria.

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