Investimento sulle strisce pedonali: quanto spetterebbe ai familiari? L'analisi di un caso reale
L’investimento di un pedone che attraversa sulle strisce rappresenta una delle violazioni più gravi del Codice della Strada. Quando l’incidente coinvolge una persona anziana e l’esito è fatale, il dolore della famiglia si unisce alla necessità di ottenere una giustizia che sia anche economica, per quanto possibile.
Oggi voglio condividere con voi l’analisi di un caso che ho seguito personalmente, conclusosi recentemente con un importante accordo risarcitorio.
Il caso: l’investimento di un pedone di 88 anni
Il sinistro ha visto coinvolto una persona di 88 anni, investita violentemente da un’auto mentre attraversava regolarmente sulle strisce pedonali. L’impatto è stato devastante: la vittima è caduta a terra battendo la testa e perdendo immediatamente conoscenza.
Il quadro clinico iniziale era estremamente critico, caratterizzato da:
trauma cranico con emorragie varie (sottocorticale, subaracnoidea etc);
frattura complessa del femore.
Nonostante i tentativi dei medici, dopo una settimana di agonia, la persona è deceduta.
La gestione del danno da perdita del rapporto parentale
In casi come questo, l’assicurazione tende spesso a sottostimare il valore del risarcimento basandosi sull’età avanzata della vittima. Tuttavia, il diritto al risarcimento per la perdita del rapporto parentale prescinde dall’età anagrafica: ciò che conta è l’intensità del legame affettivo e il vuoto lasciato nella vita dei congiunti.
Nel caso specifico, abbiamo lottato per far riconoscere il massimo supporto ai familiari (il coniuge e due figli adulti), puntando sulla prova della costante assistenza e della profonda unione familiare.
I risultati ottenuti
A seguito di una complessa trattativa stragiudiziale con l'assicurazione, sono riuscito ad ottenere somme che riflettono la gravità della perdita e la sofferenza subita dai familiari:
€ 180.000,00 in favore del coniuge di 90 anni;
€ 220.000,00 in favore del figlio di 65 anni;
€ 200.000,00 in favore della figlia di 56 anni;
Totale risarcimento: € 600.000,00, oltre le spese legali in favore del proprio avvocato.
Perché è fondamentale l'assistenza di un avvocato?
In un investimento sulle strisce, la responsabilità del conducente è quasi sempre presunta al 100%. Tuttavia, le compagnie assicuratrici possono tentare di sollevare eccezioni sul "concorso di colpa" o sulla "prevedibilità dell'evento" per l’esistenza di malattie pregresse (es. diabete, ipertensione etc.).
Affidarsi a un legale permette di:
ricostruire correttamente la dinamica: analizzando i verbali e le testimonianze per blindare la responsabilità del conducente;
quantificare il danno terminale: ovvero la sofferenza provata dalla vittima nel periodo tra l'incidente e il decesso (in caso di cd. lucida agonia);
massimizzare il danno parentale: utilizzando le Tabelle di Milano e di Roma come base, ma personalizzando la richiesta sul dolore effettivo dei superstiti.
Non bisogna lasciarsi condizionare dall’entità dell’offerta risarcitoria
Se un tuo caro è stato vittima di un investimento o di un incidente stradale, non accettare la prima offerta dell'assicurazione. Ogni caso ha sfumature uniche che possono cambiare radicalmente l'entità del risarcimento.
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In caso di investimento sulle strisce, la responsabilità del conducente è quasi sempre presunta al 100%. Tuttavia, le compagnie assicurative cercano spesso di dimostrare un "concorso di colpa" del pedone (ad esempio per distrazione). Affidarsi a un legale permette di raccogliere tempestivamente i verbali delle autorità locali e blindare il diritto al risarcimento integrale.
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È un luogo comune, spesso alimentato da timori e preoccupazioni, ma la legge e le Tabelle di Milano dicono altro. Il risarcimento per la "perdita del rapporto parentale" non dipende solo dall'età, ma dall'intensità del legame affettivo. Come dimostrato nel mio caso reale, anche per una persona di 88 anni è possibile ottenere risarcimenti molto importanti (oltre 600.000€ totali) valorizzando la sofferenza dei congiunti e il danno terminale.
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Non necessariamente. Anzi, la mia strategia punta, dove possibile, alla risoluzione stragiudiziale. Chiudere un caso tramite trattativa diretta con l'assicurazione permette di ottenere il risarcimento in tempi molto più brevi rispetto ai tempi medi di una causa civile (per es. Tribunali di Trento o Bolzano), evitando ai familiari lo stress psicologico di un lungo processo civile e garantendo comunque cifre eque e massimizzate.